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Valcamonica là dove l'arte è più antica

Le incisioni rupestri della  Val Camonica ( sito UNESCO n° 94, Arte rupestre della Valcamonica)  costituiscono una delle più ampie collezioni di petroglifi preistorici del mondo. Sono state il primo sito Unesco in Italia, il riconoscimento risale al 1979. L'UNESCO ha riconosciuto oltre 140.000 figure, ma nuove ininterrotte scoperte hanno progressivamente aumentato il numero complessivo delle incisioni catalogate, fino a duecentomila se non trecentomila. L'arte rupestre in Valle Camonica è segnalata su circa 2000 rocce in oltre 180 località comprese in 24 comuni, i comuni con maggiore concentrazione di incisioni sono Capo di Ponte, Ceto, Nadro, Cimbergo, Paspardo, Sonico, Sellero, Darfo Boario Terme e Ossimo.

Nelle fonti i camuni sono citati come popolazione che influenza le vicine Valle Trompia, Valtellina e Val di Scalve. Già nella seconda età del ferro la popolazione camuna presenta forti peculiarità tra cui l'abitudine ad incidere le rocce, forme ceramiche molto particolari con depressione sotto l'ansa e forme originali di scrittura.

Tutto questo fa della Val Camonica un luogo estremamente interessante e unico. Suddiviso in diverse aree archeologiche l'area più grande è quella della riserva naturale incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo a cui è possibile dedicare una visita di mezza giornata.

Arrivo a Nadro, incontro con la guida turistica Amanda Mazzucchi. 

La prima tappa della visita guidata è il Museo Didattico della Riserva con sede a Nadro, e prosegue in uno dei numerosi percorsi di visita con accesso da Nadro di Ceto (per Foppe), da Cimbergo (per Campanine - Figna) e da Paspardo (per Plas - Capitello, In Vall e Sottolaiolo).

Ci si può addentrare nei boschi per la visita guidata del Parco Naturale di Capo di Ponte per ammirare le Incisioni Rupestri di Naquane, primo parco della Valle Camonica realizzato nel 1955. La passeggiata si fa densa di significati simbolici e misteriosi e qui più che in ogni altro luogo è facile lasciarsi trasportare dall'immaginazione e sentirsi parte di una civiltà apparentemente lontana ma che ancora ci parla con le sue 104 rocce incise tra il Neolitico (V-IV millennio a.C.) e l'età del ferro (I  millennio a.C.) per oltre tre kilometri. Ben si comprende che il bosco è stato per i camuni fonte di ispirazione, luogo di contatto con la spiritualità e di evasione.

Sulle rocce si legge la vita di queste antichissime popolazioni: animali, edifici, guerrieri, simboli, strumenti di lavoro, labirinti, iscrizioni camune, figure divine e sacerdoti.  

Seguendo un ordine cronologico che ci permette di arrivare al III secolo a.C. la visita guidata prosegue con  il complesso urbanistico di epoca romana di Cividate Camuno. E' possibile individuare l'area del Foro e la zona dedicata ai divertimenti, visitare il teatro e l'anfiteatro. Con una breve passeggiata lungo il fiume è possibile raggiungere la località Spinera a Breno dove è possibile ammirare i resti di un grandioso santuario di età flavia.

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