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Il Lotto in città e in provincia

Incontro con la guida turistica Amanda Mazzucchi al parcheggio bus turistici.

La visita guidata dedicata al Lotto inizia con la prima opera realizzata a Bergamo nel 1513 è la già citata "Madonna in trono con il Bambino e i santi Alessandro, Barbara, Rocco, Domenico, Marco, Caterina d’Alessandria, Stefano, Agostino, Giovanni Battista e Sebastiano", detta Pala Martinengo visitabile nella chiesa di San Bartolomeo e Santo Stefano.

L'itinerario prosegue nella chiesa di San Bernardino al Pignolo con la pala del 1521 “Madonna col Bambino e Santi Giuseppe, Bernardino, Giovanni Battista, Antonio Abate”, dietro l’altare maggiore. Nella chiesa di Santo Spirito è possibile visitare, nella quarta cappella a destra, la pala con la sacra conversazione Madonna col Bambino in trono e santi Caterina, Agostino, Sebastiano, Antonio Abate e San Giovannino (1521).
Sempre rimanendo in città bassa nella sagrestia di Sant’Alessandro in Colonna il Compianto su Cristo Morto (1522-23). Mentre ancora nella sagrestia di Sant’Alessandro della Croce, si visita la Trinità (1523-24), proveniente dalla distrutta chiesa della Trinità.

L'itinerario guidato dedicato al Lotto prosegue con un importante ciclo di affreschi, conservato nella cappella di sinistra della chiesa di San Michele al Pozzo Bianco, concluso nel 1525 e dedicato alla vita di Maria: sulla parte esterna, la Visitazione; nella volta, il Padre Eterno; nelle lunette, l'Annunciazione, la Natività di Maria, la Presentazione di Maria al Tempio e lo Sposalizio della Vergine; nei pennacchi, i simboli dei quattro Evangelisti. Quest'opera è la più vicina al linguaggio che diventa anticlassico, al limite del linguaggio popolare, che già si intravede nell’oratorio di Trescore. È questa l’ultima opera che Lotto esegue nella città di Bergamo. Le commesse cominciano a scemare, e l’artista decide ancora una volta di tentare la fortuna a Venezia.

Nella collezione dell’Accademia Carrara sono presenti altre opere di Lotto: Nozze mistiche di Santa Caterina; Ritratto di Giovinetto; Sacra Famiglia e Santa Caterina e la Madonna col Bambino che dorme e i Santi Giuseppe e Caterina di Alessandria, del 1533: è l’opera più tarda conservata a Bergamo, sebbene sia stata dipinta per la città di Ferrara.

La visita in città alta continua in Santa Maria Maggiore con le tarsie del coro, realizzate tra il 1522 e il 1555.

A pochi chilometri da Bergamo, nel parco dei Colli di Bergamo, a Ponteranica si visita il Polittico con Angelo Annunciante di Lorenzo Lotto nella chiesa parrocchiale dei Santi Alessandro e Vincenzo eseguito per l'altare alla destra della cappella maggiore, dedicato al Corpo di Cristo e ai due Giovanni, il Battista e l'Evangelista. L’altare era sotto il patronato della Scuola del Corpo di Cristo: i confratelli - stando ai documenti - per la fine del 1518 avevano già fatto approntare l'ancona, ovvero la struttura lignea entro la quale collocare le tavole dipinte, e nel settembre del 1521 ne commissionavano la doratura a un artigiano specializzato, Pietro de Maffeis da Zogno, che già aveva dorato l'ancona dell'altar maggiore. Il lavoro, minutamente dettagliato nei patti, doveva essere ultimato per la Pasqua del '22. L'opera del Lotto è firmata e datata sulla roccia che ospita il Battista, ma una fenditura nella tavola rende impossibile la lettura dell'ultima cifra, quasi totalmente cancellata. La parrocchiale di Ponteranica, insieme alla chiesa settecentesca di S. Pantaleone e al cosiddetto Battistero (in realtà ossario) barocco costituisce un eccezionale complesso monumentale.

L'itinerario della visita guidata prosegue a nella parte orientale della Valcalepio, a Credaro, per visitare gli affreschi firmati “Laurentius Lotus MDXXV” nella chiesa di San Giorgio. L'occasione è interessante anche per visitare il borgo medioevale. Nel basso medioevo i Conti Calepio vi fecero costruire quasi tutte le fortificazioni della zona, il Palazzo della Ragione e il castello di Montecchio. Venne fatto edificare invece dai Conti Martinengo l’altro castello, quello di Trebecco, che risale al X secolo.

La penultima tappa della visita guidata dedicata al Lotto nel bergamasco è nella bassa val Brembana, più precisamente a Sedrina. La pala d’altare della chiesa di S. Giacomo Maggiore, realizzata nel 1542, rappresenta l’ultima opera eseguita dal Lotto per la terra bergamasca. Fu commissionata all’artista da alcuni mercanti originari di Sedrina, ma residenti a Venezia. La composizione è monumentale, il tono austero. Vi si avverte l’accentuata severità morale del pittore, tipica della sua ultima produzione. Tale opera prova il perdurare della fama dell’artista nel territorio bergamasco, dal quale mancava da quasi vent’anni. La stipula del contratto è documentata nel Libro delle spese diverse con tutti i dettagli. Il quadro era destinato fin dall’origine alla chiesa di San Giacomo, e venne da subito collocato sull'altare di destra, ove si trova tuttora. Il quadro venne rubato e fortunatamente ritrovato nel 1984. Il recupero fu annunciato alla popolazione in piena notte con il suono delle campane, segno del grande attaccamento dei sedrinesi al dipinto.  Il paese che si intravede sul fondale è la cinquecentesca Sedrina, con la chiesa parrocchiale di San Giacomo.

Il linguaggio anticlassico del Lotto è ben percepibile nel Ciclo di affreschi dell'Oratorio Suardi a Trescore Balneario, dove si conclude la nostra visita guidata dedicata a questo straordinario artista. 

Il ciclo di affreschi dell’Oratorio Suardi, che costituisce forse l’opera più impegnativa del percorso artistico del Lotto, gli venne commissionato nel 1524 dal nobile Battista Suardi. La parte sinistra dell’Oratorio è occupata da una figurazione continua. Al centro è la gigantesca immagine di Cristo come vite, da cui si diramano tralci che inquadrano mezze figure di Santi; i tralci proseguono nel soffitto, che evoca il tema della Sacra Vigna, mentre sui fianchi sono raffigurati gli eretici che tentano invano la scalata e ne vengono respinti. In secondo piano scorre su tutta la superficie il racconto del martirio di Santa Barbara. Sulla parete destra sono descritti vari episodi miracolosi della vita di Santa Brigida di Irlanda, protettrice contro le tempeste e le alluvioni e assai venerata in un tempo dominato dalla paura di diluvi. Una mostra di materiali documentali, arricchita da letture suggestive realizzate con riproduzioni fotografiche e immagini virtuali, presenta l’artista e il suo committente Battista Suardi nel contesto culturale e storico della realizzazione degli affreschi di Trescore.

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